mercoledì 5 febbraio 2014

La scomparsa dell'amico e collega Ugo Armati



Nei giorni scorsi Ugo Mario Armati, consigliere tesoriere del Gruppo nazionale Giornalisti Uffici Stampa (Gus), nonché del Gruppo Romano e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti è deceduto. Nel corso della sua lunga attività all’interno delle istituzioni giornalistiche è stato  membro dell’Esecutivo del CNOG, presidente della Commissione amministrativa sempre del CNOG, tesoriere dell’Angpi, l’associazione nazionale giornalisti pubblicisti, dell’Unione giornalisti europei per il federalismo secondo Altiero Spinelli e dell’Eapo&IC. E’ stato inoltre delegato ai congressi della Fnsi di Marina di Castellaneta e di Bergamo.

Qui di seguito pubblichiamo il ricordo pronunciato da Gino Falleri, presidente nazionale del Gus, al termine della funzione religiosa, che ha visto presenti, tra gli altri, i dirigenti delle istituzioni giornalistiche Enzo Iacopino, Franco Siddi e Giovanni Rossi, nonché i consiglieri nazionali dell’ordine Carlo Felice Corsetti, Mauro De Vincentiis, Vittorio Esposito e Roberto Rossi, Erano inoltre presenti Gianluca Bardelli, consigliere segretario del Gus Romano, Antonio Berlingeri, Giorgio Prinzi, Emilio Carsana e Brunetto Fantauzzi colleghi ed amici di Ugo Armati.
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Chi era Ugo Armati? Si può tutto sintetizzare  in cinque aggettivi: è stato un uomo buono, un collega onesto ed un mio amico fedele, fraterno e generoso per quasi 56 anni. La prima volta che l’ho incontrato è stato nel marzo del 1958. Da allora sono nati un sodalizio professionale ed una grande amicizia, che si sono chiusi purtroppo ieri mattina quando il sole non era ancora sorto.

Lui che amava il caldo e non lo soffriva. A Kuala Lumpur, con le sue bollenti temperature estive, camminava spedito come se stesse a 500 metri sopra il livello del mare. A Dublino, dove il caldo non si sente nemmeno ad agosto, era conosciuto per una battuta di Karl O’Connor, che è stato un nostro insegnante d’inglese, come l’uomo del cappello.

Ho detto che è stato un uomo buono. Lo confermano le parole della Federazione nazionale della stampa italiana espresse da Franco Siddi e riprese pure da Carlo Parisi, vice segretario della Fnsi. Ugo era un costruttore di ponti, non di barriere. Ha sempre cercato di dirimere le controversie e di riappacificare gli animi. Al Consiglio nazionale dell’Ordine era conosciuto come Ugo e tutti sapevano chi fosse Ugo.

Era nella sua natura. Per tutti aveva una parola buona, anche per chi lo aveva dileggiato e più di uno l’ha fatto. Lui era un uomo onesto e sincero.

Ugo è il stato il consigliere principe della politica che il Gruppo Pubblicisti Unitari di Stampa Romana ha impostato e portato avanti per gl’interessi del colleghi. Uno scambio di opinioni e di confronto improntato sempre su una grande lealtà e alle volte pure frizzantino.

E’ stato l’inseparabile amico e compagno di tanti viaggi, non solo quelli effettuati per assolvere l’incarico di commissari governativi per l’emigrazione. Ma quelli organizzati ed effettuati per conto nostro. Dall’Argentina all’Australia, dalla Corea alla Cina, dalla Malesia alla Nuova Zelanda, fino a Wellington.

Non solo vedere cose nuove, ma anche per dare vita a confronti con i colleghi di quelle nazioni. Per sapere sempre di più sul mondo dell’informazione e sulle condizioni dei giornalisti. Sulla deontologia.

Ora Ugo mi ha lasciato solo, ha lasciato la sua famiglia, Santina, Cecilia e Riccardo, ma ha lasciato anche tanti colleghi ancora increduli e che hanno voluto manifestare con gli attuali mezzi di comunicazione il loro affetto ad un uomo che non ha mai mancato di mostrare la sua solidarietà, il suo affetto e la sua amicizia.

Ciao, Professore.




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